Descrizione
LA BANDELLA DI FABIO MARTINI
Bisogna essere portati; avere stoffa, avere le regole della scrittura, avere la fantasia, avere costanza e pazienza. Per scrivere bisogna avere, per buona parte, le caratteristiche di cui sopra e bisogna curare tale arte, come l’atleta cura i muscoli in palestra.
La palestra della scrittura è lo scrivere costantemente, e per scrivere costantemente ci vogliono le esperienze da elaborare e quindi curiosità e idee, che in un tutt’uno stimolano le avventure, gli avvenimenti, i personaggi e il loro mondo.
Scrivere non è da tutti e serve: se si è giovani serve a crederci e quindi andare avanti all’uopo, se si è meno giovani serve ad avere un po’ di giorni di gloria, ma anche a mettere ordine nella propria vita passata, catalogare, dividere e moltiplicare quelle che sono state le esperienze ed i compagni, di un lungo, seppur breve, viaggio.
La De Toffol, la conosco da molti anni, un animale da scrittura che della scrittura ha fatto la sua rinascita personale, la sua rivincita, creato una scrittura tutta sua, a volte troppo poetica, ma sempre garbata, umana, volonterosa e sciolta, quanto mai unica forse.
La conobbi nel 2017 quando iniziava a scrivere in prosa, dopo già alcuni anni di poesia. Aveva voglia di provarci; un racconto in una nostra antologia collettiva fu galeotto e subito capii che in quella prima stesura già portava con se, quella poetica che la caratterizza tutt’ora e quel racconto: “L’ultimo fiocco di neve” presente anche in questa raccolta era una storia molto umana e delicata, trattata con umanità e delicatezza. Ciò che scrive è sempre dedicato alle quotidianità, alle cose della vita, a volte a intrighi dove la donna è sempre prima in assoluto, borghese, bella in modo fantastico, con charme e segreti di cui essere, in un certo qualmodo, fiera e orgogliosa. È brava. Con due romanzi alle spalle, una silloge poetica quattro anni fa, ora questo libro di racconti, domani forse, una seconda silloge e un altro romanzo, non si ferma mai. Brava Annalinda. Buona lettura a tutti.








