Descrizione
Editoriale di Fabio Martini
L’inedito Letterario colpisce nel segno ogni volta e in questo caso con un autore siciliano di Caltagirone. Alla fine della lettura vengono fuori i pensieri più impegnati che chi scrive, in questo caso specifico, riesce ad esaurire una condizione, un modo d’essere di se e delle cose in poche o tante righe. Avvicinandosi poi all’amore, l’impossibilità di rappresentarsi in maniera esaustiva, decade a favore della vaghezza, nella maggior parte delle volte, del vogliamoci bene e del blablabla, ma i racconti qui proposti riescono invece a descrivere rapporti lunghi chissà quando, profondi chissà come, e con tanti decisi accenni, raccolti nelle pieghe dei ricordi dell’autore e noi ci accontentiamo della patina in superficie, intendendone il tanto che vi sta dietro.
Una sintesi di racconti fulminanti all’odore di fiele, dove il compromesso tra le parti in tensione non viene mai neppure sfiorato: o si ama, e lo si dice chiaramente, lo si strilla, o è meglio fasciare i bagagli. Una disamina così sintetica e allo stesso tempo completa sorprende, soprattutto se si considera l’attitudine propria dell’autore, parrebbe, ad arricchire la propria narrativa di azioni di disturbo, di immagini rapide e precarie, al di fuori della scena principale.
Qui tutto sembra come racchiuso in una stanza di cui non ci viene dato a sapere neanche il perimetro, il corpo dei racconti è lo scarno confronto a muso duro tra chi sa di amare come il primo giorno, e chi invece si concede il beneficio del dubbio.
Il tempo logora, sembra ammettere coi suoi naturali tentennamenti, mentre la penna nervosa, forse vorrebbe in cuor suo dimostrare il contrario. Ma le pretese sembrano destinate a rimanere un pallido intendimento, le sue gambe si scioglieranno, prima di chi gli sta di fronte; ancora una volta dovrà ammettere di sentirsi solo. L’anima in pena ha gli occhi rossi, la tensione cresce e urta l’emotività, la raccolta finisce. Qualcuno piange. Qualcun altro ha mentito. Il nostro autore ha cosparso d’inchiostro il foglio su cui leggiamo le parole una dietro l’altra. Ha avuto ragione lui, alla fine: ne siamo rimasti incantati. Un bravo al nostro autore è doveroso e buona lettura a tutti.








