Descrizione
Prefazione
A pervadere le dense pagine di questa silloge è il chiarore di un tiepido pomeriggio di fine estate. È il tepore che abbraccia e conforta nella luce di un tramonto che filtra in tutte le stanze della vita.
Quella di Francesca Belpane, è una poesia che accarezza, che asseconda, con un registro ricercato, formule cristalline e parole tintinnanti.
La sua scrittura segue un flusso di pensieri maturo e consapevole come una folata di vento che culla nel dolore della perdita, nello sconforto di una realtà aberrante, nell’alienazione e nel silenzio; Il suo è un pensiero privo di rassegnazione, una presa di coscienza, un’amara costatazione protesa alla speranza, alla risoluzione, alla luce di una nuova dimensione.
Per l’autrice, c’è un tempo che sparge coriandoli, che sana ferite ma è anche impietoso. C’è un “sole inclemente” che continua a brillare nel “deserto del disamore” e ci sono donne, tra le sue righe, che non si arrendono nemmeno quando la guerra e la violenza le costringono spalle al muro e testa bassa. Nessuna resa: c’ è un mare estremamente luccicante, sul quale si poggiano gli ultimi baci del sole, dal quale farsi cullare. Una brezza che placa i dolori del corpo e dell’anima che ristora e odora di terra bagnata e di mosto.
La poesia di queste pagine è la luce di un settembre nostalgico e romantico che prelude ad un autunno mite, fragrante e baluginante.
L’esistenza assaporata come un sorso di-vino, nel bagliore della luce che filtra tra i nodosi tralci di una vite, amandone ogni sfumatura olfattiva.
A raggiungere il lettore è un tocco gentile, estremamente delicato e nello stesso tempo potente al punto da scuotere ed esortare all’ azione. Nessuna forma di rassegnazione è contemplata nel pensiero dell’autrice: non c’ è spazio tra le strofe di Francesca per l’acquiescenza, tutto è mutevole, anche il filo del mare è riverberante e increspato, e l’aria non è mai ferma perché è il vento a soffiare la vita.
È la poesia di chi, al crepuscolo, “r- esiste” aggrappandosi al pensiero di un’alba salvifica.
Ogni strofa è un sussurro, un monito e uno sprone, è una celebrazione dell’amore per la vita nella sua mutabilità, nella sua imprevedibilità; un abbraccio confortante per non temere il freddo dell’inverno, il gelo dell’insensibilità, il grigio delle giornate uggiose.
Tra queste pagine c’è uno sguardo sul mondo, con la testa poggiata sulla spalla di un’amica.
Marilena Trovato








