Descrizione
LA BANDELLA, di Fabio Martini
Il fantasy è un genere letterario che narra storie ambientate in mondi immaginari, popolati da creature magiche e dove elementi soprannaturali sono centrali e spesso incentrate sulla lotta epica tra bene e male, con eroi che affrontano prove e antagonisti malvagi, attingendo a miti, leggende e fiabe, e che si distingue dalla pura “fantastica” per la creazione di un universo coerente e completo, come nel caso di Tolkien.
Come editore, è giusto che parta dall’inizio. “La promessa – Il Dono”, è il primo di cinque libri che andremo a pubblicare nell’arco di un paio d’anni, in cui il genere Fantasy si fonde a elementi Romance con un pizzico di Paranormal Romance.
La trama si snoda su due linee temporali, con la presenza anche di flashback che creano una narrazione non lineare intrecciata in momenti e luoghi diversi. Una linea si svolge nei giorni nostri, nel periodo del Covid in Italia, e l’altra in un’epoca parallela in un mondo magico parallelo alla realtà.
Le protagoniste sono due ragazze che scoprono di appartenente a questo mondo (Minas) e lo scoprono instaurando un forte legame che cresce man mano che fanno nuove scoperte sulle motivazioni di questa ambivalenza d’identità.
A Minas faranno i conti con amori che sorgono inaspettati, con una minaccia antica legata a loro, e con i vari pericoli che le porteranno a dover cambiare gradualmente la loro vita. La loro doppia vita.
Tra colpi di scena e tutto il necessario, il sistema romans quasi decade per diventare un romanzo vero, con una sua spina dorsale e una storia quasi volta verso il realismo magico.
La nostra autrice, giovane e preparata gioca sul doppio parallelo che le permette di esprimere tutta la sua verve letteraria. È la sua prima esperienza da questo punto di vista ma tutte le carte in regola per diventare una saga molto letta per una scrittrice dotata.
Che dire come sempre noi dell’Inedito Letterario puntiamo su giovani scrittori per dare loro un’opportunità futura, rivolta verso un pubblico di nicchia, e d’altronde questo è, o almeno dovrebbe essere, il nostro ruolo. Viva l’inedito letterario.








