Descrizione
INTRODUZIONE DELL’AUTORE
La nascita di questo libro ha due risvolti: Il primo, il desiderio di non lasciare soli tre racconti scritti in tre antologie diverse della stessa casa editrice; il secondo motivo può avere una valenza nostalgica, ma anche desidera rispolverare quella parte assopita da tempo nell’essere umano. Rimembrare parole come gentilezza, cavalleria, rispetto, cura. Dove chi abbiamo davanti può essere il nostro specchio che ci racconta qualcosa di noi stessi. Dove possiamo scoprire, talvolta, la meraviglia che si cela nell’altro e vederlo a noi simile. Dove il giudizio diventa un’ape che vola via liberandoci dalle catene del pensiero. Questi racconti sono un viaggio fra due terre a me care. Un po’ autobiografici, un po’ misto realtà e fantasia. Un libro dove bipolare diventa una parola con valenza positiva, due poli lontani, Argentina ed Italia. Un filo invisibile le collega, è il filo del cuore, quel sapore che noi, come umanità, dovremmo riassaporare come un vinello ambrato o una tisana squisita.
LA BANDELLA di Fabio Martini
Ci sono storie che non iniziano in un posto preciso, ma vivono nel mezzo, sospese su una linea immaginaria che unisce. In questo caso Italia, Argentina e ritorni vari. Questa raccolta di racconti, nata dalla penna sensibile di un autore profondamente italo-argentino, è proprio questo: un ponte fatto di ricordi, nostalgia e la passione ardente di un tango ballato tra due sponde dell’Atlantico.
Leggendo queste pagine, il lettore si troverà immerso in un’atmosfera sospesa. Da un lato, l’Italia, dove i racconti italiani sono intrisi di profumi mediterranei, di vicoli, di un’italianità talvolta malinconica che guarda all’Argentina come una “terra promessa” o un sogno lontano, un richiamo costante che affiora nei dialoghi, nelle fotografie in bianco e nero, nel sapore di un mate sorseggiato in una cucina italiana.
Dall’altro lato, la Buenos Aires dell’infanzia, raccontata con la tenerezza di chi ha lasciato un pezzo di cuore nelle strade polverose e accoglienti dei barrios. Sono ricordi vividi: i giochi di strada, i profumi della parrilla, le voci dei nonni che parlavano un italiano mescolato quasi al lunfardo, creando una cultura ibrida che è la vera forza di questa narrazione.
E poi c’è il Tango. Il tango non è solo musica o danza in questo libro; è il ritmo stesso dell’esistenza dei protagonisti. È l’abbraccio che unisce, è la malinconia che libera, è il dolore trasmutato in bellezza. Attraverso i racconti, i balli argentini diventano metafora di relazioni, di incontri intensi e passeggeri, di una passione che scorre sotto la pelle, proprio come il legame ancestrale che unisce i migranti italiani alla loro “patria” sudamericana.
Questa raccolta non è semplicemente una sequenza di storie, ma un’antologia del cuore. Un’opera che celebra l’italianità in Argentina e l’argentinità in Italia, raccontando la bellezza in un abbraccio che, pagina dopo pagina, unisce due mondi in uno solo. Due mondi bipolari, verrebbe quindi da dire, due mondi ai poli opposti ma che opposti vivono insieme nel cuore e nella memoria del nostro scrittore.
Con Miguel, l’ho già detto altre volte, mi lega un rapporto di amicizia profonda che dura da anni e che negli anni si è cementata. Come editore sono orgoglioso di questo libro perché se ne parlava da non so quanto e finalmente abbiamo l’occasione per leggerlo. Buona lettura a tutti, o meglio, buen viaje a todos e viva l’Inedito Letterario.







