Descrizione
LA BANDELLA, di Alessandra Mascia
Forse ogni libro ha una parola chiave un pensiero libero individuale, quello che vuole aprire il varco per un viaggio letterario dove mezzo e meta viaggiano all’unisono.
Emozioni vive, quelle che nascono e finiscono nello stesso momento in cui si provano, restando spesso inespresse, irripetibili, a volte mai raccontate.
Scoprire nuovi scorci, affacciandosi, immergendosi nel profondo, diventati volontà del poeta.
Pensieri resi vivi tra emozioni e parole, per l’autore quasi vento che gonfia le vele in un aliseo costante verso l’approdo più vicino. Interrogarsi tra superfici e materia: questo l’esercizio dell’anima scrivente. Una nascita avvenuta in un frangente di vita che per molti ha rappresentato solo buchi neri e stalli, quella parentesi che narra di una crisi pandemica, dove per non pochi, scrivere, principiò un atto produttore di nuova linfa.
Chiedere al destino se ha, oppure no, un disegno vero e proprio; se quell’universo così vasto non componga in un solo verso – come dire direzione – quello dell’amore che conosce un solo linguaggio, una sola espressione: quei misteri dove il bene vince sul male, dove un abbraccio cura ferite, dove le luci offuscano i bui, dove le creazioni e gli equilibri lasciano filo sospeso tra il tutto e il niente e dove tra il minuscolo e la grandezza, la folla dei terrestri fa tutt’altro che avvertirne il senso.
Questa è l’anima dello scrivere, a tratti narrativa per altri lirica, dove un senso di filosofia passa comunque, delicata e coraggiosa, per aprire varchi di cuore e vita.
Un fabbro, quasi lo definirei, un Poeta del ferro per l’estro e la materia che gli passa tra le mani tutti i giorni, ma che quando scrive ci prende per mano tra un interrogativo e un vissuto, che poesia dopo poesia diventa amore per amore, da sé alla vita, all’altro, per tutto l’universo che a noi, verrà.








